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Essere papà

Essere papà

Come ormai saprete non amo molto le feste ” prestabilite”per festeggiare dei ruoli che si ricoprono in tutto l’anno, ma ho voluto cogliere l’occasione oggi per proporre una breve riflessione sul ruolo genitoriale paterno, riportandovi uno studio di Baldoni (2005) e Cascato ( 2017).

Ruolo paterno ieri / oggi:

I papà di oggi si ritrovano in un ruolo genitoriale del tutto nuovo rispetto ai propri papà.

Ad oggi i “compiti” che una volta erano solo della mamma, sono diventati di entrambi ( alimentazione, accudimento, addormentamento). Ciò è stato anche incoraggiato e permesso da una modifica nel mondo del lavoro, si pensi al congedo parentale concesso ai papà.

I papà ad oggi non sono più visti come la sola base economica della famiglia che sostiene la crescita dei figli, ma una presenza più affettiva e presente nel ruolo genitoriale. C’è quindi un coinvolgimento maggiore, nonostane le mamme rimangano, in generale, coinvolte maggiormente, nei diversi step di crescita dei propri figli.

Ruolo del papà con bimbi piccoli:

Quando si diventa papà è il momento più delicato e complesso: prendere coscienza del proprio nuovo ruolo del mondo e nella relazione di coppia, sostenere materialmente, aiutare la propria compagna ad affrontare il periodo post-partum, capire come interfacciarsi con il piccolo e come è giusto prendersi cura di lui affrontando pianti disperati e notti in bianco.

Nel primo periodo, i papà, cercano di alleggerire la propria compagna da tutte le questioni pratiche e lavorative per poter occuparsi del neonato, continuando il loro ruolo nato molti anni fa, di sostegno materiale/economico.  Allo stesso tempo però si trovano a dover capire come recuperare il loro spazio nella relazione diadica che si crea tra mamma e figlio; quello spazio che da mamma si fa spesso tanto fatica a recuperare, prese dalle richieste del neonato, dalla stanchezza, dall’impaccio del nuovo ruolo.

Mantenere un supporto verso la neo mamma, farla sentire apprezzata, amata, ascoltata e capita nelle difficoltà da neo genitori permette di diminuire il rischio di depressione post partum.

Per le donne è complesso accettare il cambiamento del loro corpo, sentirsi belle e apprezzate, affrontare il grande cambiamento in atto e i ritmi completamente sconvolti della vita di coppia che vi erano poco prima. I papà fungono da ” spalla” per sentirsi in due ad affrontare tale cambiamento, per rimandare l’amore presente tra coniugi, nonostante i cambiamenti fisici e famigliari.

Crescendo poi i papà aiutano la mamma a ” staccarsi” da tale rapporto diadico e lasciare che si trovi un nuovo equilibrio, accettare che altre persone accudiscano il piccolo e come donne recuperino i loro spazi. Soprattutto con i figli maschi, ciò permette verso l’ingresso della scuola materna, il superamento dell’Edipo e una spinta verso l’esplorare il mondo circostante.

I papà diventano ( come le mamme) i modelli in cui i figli si rispecchiano, dove cercano conferme e gratificazioni per ciò che stanno imparando a fare da soli a scuola, nello sport etc.

Ruolo del papà con figli adolescenti:

Questo ruolo emancipativo, di spinta verso l’esplorare il mondo e crescere, continua fino all’adolescenza. Il papà assume un ruolo decisivo per aiutare i propri figli a crescere, a fare le proprie esperienze in modo protettivo e sicuro, ma autorizzandosi a staccarsi dalla famiglia. Allo stesso tempo interviene per aiutare la propria compagna ad accettare la modifica del proprio ruolo di mamma, che deve lasciare lo spazio ai propri figli di sperimentarsi.

Inoltre continua la funzione di modello, anche se inizia ad essere criticata, sfidata, svalutata, l’adolescente deve percepire la coerenza delle regole date, un rapporto di confronto, ma dove il genitore mantiene la posizione di guida e non da amico alla pari.

Nella realtà dei fatti ritengo che i genitori vadano aiutati a esprimere e sviluppare le proprie capacità, piuttosto che acquisire competenze che sono loro lontane. (Baldoni, 2005).

Il ruolo genitoriale, soprattutto la figura del papà, si è modificata molto negli anni. Ad oggi risulta importante lo stile educativo ( ne ho parlato qualche giorno fa qui) che viene messo in atto dai genitori. La società ha permesso molte modifiche, con l’assunzione di ruoli più materni ai padri e viceversa. Rimane importante che in alcune fasi di crescita, quelle viste sopra insieme, i papà fungano da base sicura per la crescita dei propri figli e per la serenità delle proprie compagne. 

In questa riflessione generale, è ovvio che ognuno troverà aspetti dove si sente  più affine come papà. Fondamentale allora è valorizzare le proprie risorse per poterle mettere al ” servizio ” dei propri figli e non sforzarsi di imparare e ” recitare” un ruolo che non sentiamo vicino a noi come papà e come uomini. Permetterci di sbagliare, osservarci e provare a migliorarci sempre, tenendo in considerazione le nostre caratteristiche personali. 

 

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Cescato S. (2017) – Una riflessione pedagogica sui padri, il loro ruolo educativo, la loro presenza nei servizi per l’infanzia. In Ricerche di Pedagogia e Didattica – Journal of Theories and Research in Education 12, 2 (2017).

Baldoni, F. (2005). Funzione paterna e attaccamento di coppia: l’importanza di una base sicura. In H.
Bertozzi & C. Hamon (a cura), Padri e paternità (pp. 79-102). Bergamo: Junior. 

Cabrera N, Tamis-LeMonda C, Hofferth S, Lamb M ( 2003) Fatherhood in the Twenty First Century In Child Development Vol.71, 2000 pg. 127-136

Lamb M (2004) The role of the father in Childhood. Ed. John Wiley & Sons

 

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